Biografia

Stefano Camaiti esordisce nel mondo dell'arte pittorica da giovanissimo, tanto che la sua passione per il disegno e la pittura lo portano ad incontrare nel suo trasferimento a Sansepolcro, nel 1971 il gallerista Gino Tarducci che lo introdurrà alla conoscenza diretta delle opere di grandi artisti (De Chirico, Severini, Guttuso, Sughi, etc.) e gli darà la possibilità  di incontrarne alcuni che lo legheranno in modo indissolubile e fortemente appassionato all'esercizio delle arti figurative.

Contemporaneamente in quegli anni il Camaiti stringe una proficua amicizia fondata anche su una comunanza di interessi professionali, con l'artista Franco Alessandrini che gli permette di approfondire tecniche pittoriche e grafiche.

Si diploma all'Istituto Statale d'Arte di Sansepolcro nella sezione metalli e frequenta corsi di grafica e pittura all'Accademia di Belle Arti di Urbino.

Di carattere autonomo e un po' schivo, a vent'anni realizza tramite la conoscenza e la frequentazione dello “Studio di Restauro La Badia” ad Anghiari, del grande Agostino Galeotti, una straordinaria cartella di cinque grandi incisioni all'acquaforte (di carattere apocalittico) che lo porteranno negli anni ad acquisire una grande esperienza di modi e tecniche manuali nel campo della grafica d'arte. La stessa serie di incisioni, in quegli anni, fine '70, sarà presentata dal “Centro internazionale per la grafica di Venezia” in un'importante mostra itinerante a Forlì, insieme ad altri artisti famosi da decenni, con una presenza per quella occasione del Portogallo con i propri incisori maggiori.

Il Camaiti lavora moltissimo pur rimanendo fuori dai circuiti artistici delle gallerie e della cultura ufficiale e alla moda. Tra gli anni '80 e '90 approfondisce non solo la pittura di cavalletto e il disegno classico, ma si specializza, in modo personale e raffinato, nella grande decorazione murale e d'interno, realizzando in maniera molto originale la decorazione dei soffitti della Casa di Rappresentanza  “Buitoni” su incarico della Nestlè.

Realizza mostre collettive e personali in varie parti d'Italia, pur restando fedele al suo operato raffinato, quasi da artista-artigiano di formazione rinascimentale.

Nel 2010 realizza un'importante litografia per il gemellaggio straordinario della Città di Sansepolcro con Gerusalemme, su incarico della Diocesi. Nel 2012 per il Millenario della fondazione di Sansepolcro realizza su incarico dell'Arcivescovo Riccardo Fontana “Il quadro del Millenario” in una grande tela realizzata con la particolare tecnica del pastello.

Questa tecnica pittorica lo porta ad approfondire l'iconografia paesaggistica del territorio in una variazione straordinaria ed unica per la sua difficoltà e delicatezza.